09 lug 2012

STORIA DEL PROFUMO

Nei primi del Novecento, l'"impatto" improvviso di un odore presso l'olfatto di James Joyce ne ispirò la celebre teoria delle "Epiphany": un odore è capace di ricordarmi situazioni che avevo dimenticato; è capace di rivelarmi intuizioni che finora non avevo colto; un odore è capace di farmi stare bene (o male).



Questo topic ci porterà alla scoperta dell'incanto del profumo, dei suoi utilizzi, delle tecniche per produrlo. Cominciamo con un pò di storia per poi proseguire con lo studio delle famiglie olfattive. Spero sia di vostro gradimento e che vi coinvolga nel mondo misterioso delle essenze!!! BUONA LETTURA!!!


STORIA DEL PROFUMO DALL'ANTICHITA' AD OGGI

ANTICHITA'
Offerto in dono agli dei di tutte le civiltà antiche, il profumo eleva spiritualmente e divinizza il corpo. La storia del profumo si perde nella notte dei tempi. Inizia quando l'uomo scopre che bruciando alcuni particolari tipi di legname e di resine si sprigionano odori e venti profumati. L'origine della parola profumo, deriva dal latino "per fumis", tradotto vuol dire: attraverso il fumo.
Inizialmente le dense nubi profumate di mirra e sostanze aromatiche venivano utilizzate nei riti religiosi, soprattutto durante le offerte agli dei, che venivano raggiunti al di là del cielo, in una dimensione extraterrestre.

ANTICO EGITTO
Nella storia dell'umanità i primi documenti sulla profumeria risalgono agli Egizi. In questa civiltà , alle fragranze di cui i sacerdoti avevano il pieno controllo veniva attribuita la proprietà di fare da tramite alle aspirazioni umane nell'aldilà. Emblematico il rituale dell'imbalsamazione: alla morte del Faraone, il suo corpo veniva privato delle viscere, pulito con olio di pino, riempito di essenze come mirra, cassia e cedro ed infine avvolto in bende impregnate di oli aromatici. Ma via via che il lusso e la raffinatezza entrarono nella vita privata, gli Egizi iniziarono ad impiegare le sostanze odorose anche nell'igiene quotidiana.


I GRECI
I Greci adoperavano del vasellame di ceramica e di terracotta di foggia elegante per conservare le essenze profumate, che venivano utilizzate per ungere i leggendari atleti dell'epoca. Sia gli uomini che le donne facevano altresì largo uso di essenze profumate. Grazie agli storici Greci, quali Erodoto (485 - 424 a.C. circa), conosciamo con precisione il procedimento con il quale venivano estratti l'incenso e la mirra, che venivano utilizzati nell'antichità.


I ROMANI
I Romani furono i primi ad utilizzare e a godere della bellezza delle ampolle di vetro e ad apprezzare la proprietà del vetro di far riflettere la luce esterna sul profumo contenuto nelle ampolle. Non si profumavano solo il corpo ma anche i capelli, gli abiti ed il letto, e persino l'amata, la schiava favorita e il cavallo. Inoltre profumavano i templi, le tende, le portantine e persino le vele delle navi.

GLI ARABI
Gli Arabi di religione Islamica erano famosi per i loro piaceri sensuali e per il loro gusto per le cose belle, e in modo particolare per tutti i tipi di fragranza. Gli Arabi furono i primi ad utilizzare l'alcool e a ideare il processo di distillazione tuttora conosciuto. Fino ad allora le fragranze venivano utilizzate sotto forma di essenze che diventavano rapidamente rancide. L'invasione della Spagna da parte dei Mori ha portato le fragranze in Europa.

MEDIOEVO
Nel Medioevo le piante proteggono dalle epidemie mentre i profumi venuti dall'Oriente si mescolano ai piaceri della carne. La Chiesa condanna gli alchimisti.
Nel Medioevo le crociate importano dall'Oriente materie prime e tecniche del profumo. Al seguito dei Cinesi e degli Arabi, gli alchimisti d'Europa scoprono l'alcol etilico e la distillazione. Dopo i viaggi di Marco Polo, inevitabilmente, il commercio delle spezie s'intensifica. I profumi, si crede, disinfettano e proteggono dalle epidemie: i ricchi portano bocce da profumo piene di muschio, d'ambra o di resine aromatiche. L'uso del profumo accompagna la nascita di un certo stile di vita. I poeti cantano liricamente la femminilità. Nonostante gli avvertimenti della Chiesa, gli uomini galanti e le loro dame assaporano i piaceri della carne nella sensualità dei bagni profumati.

IL RINASCIMENTO
Durante il Rinascimento, regine e cortigiane si disputano le ricette dei primi chimici italiani e scoprono le materie prime d'Asia e d'America. Il Rinascimento propone una nuova visione del mondo. Architetti, ingegneri, artisti e letterati viaggiano in Europa. E' l'età d'oro del mecenatismo e dell'arte. Dopo le ricette alchemiche, appaiono i primi trattati di chimica.

Il Rinascimento fu un periodo molto produttivo, grazie all'interesse di nobili come Caterina Sforza, Isabella e Alfonso d'Este, Lucrezia Borgia, Cosimo de' Medici, i quali amavano molto i profumi, e grazie anche all'arrivo di materie prime fino allora sconosciute portate dagli esploratori di ritorno dai loro grandi viaggi.
La Spagna deteneva in quel periodo il monopolio di ingredienti quali muschio ambra grigia, zibetto, sandalo e bergamotto che servivano anche per impregnare le pelli conciate con le quali si producevano guanti e cinture. In Inghilterra fu la regina Elisabetta I a dare l'impulso decisivo allo sviluppo della profumeria; essa, infatti, impose alle sue suddite di coltivare fiori da essenza e ad imparare a produrre in casa acque odorose, e diffuse l'uso dei pomanders, palline a base di ambra che era solita tenere in mano per allontanare le infezioni. In Italia si era all'avanguardia nell'arte dei profumi: Firenze, Venezia erano celebri in tutta Europa per i loro laboratori, ed è proprio a Venezia, fiorente centro culturale che vennero pubblicati i primi libri sull'arte della cosmesi e della profumeria.
Bisogna aspettare il 1533 anno in cui Caterina de Medici arriva a Parigi accompagnata dal suo astrologo di fiducia e dal suo profumiere personale perchè in Francia la profumeria cominci a diventare una cosa seria, ma in breve tempo gli artigiani francesi divennero dei veri esperti. Luigi XIV il Re Sole era profumatissimo e così pure il suo successore Luigi XV e le sue famose amanti, la Pompadour e la du Barry, le quali spesero fortune dai profumieri.
Versailles s'inebria di profumi mentre i guantai-profumieri-"poudriers" (produttori di cipria) si organizzano e sviluppano il loro commercio.
Versailles risplende e impone la sua moda e i suoi costumi. Donne e uomini usano e abusano di profumi e di cosmetici. Il parlamento autorizza i maestri guantai a prendere il titolo di profumieri, poi di "poudriers". Montpellier e Grasse si disputano la coltivazione delle erbe medicinali e dei fiori, garofani, violette, lavanda, gelsomini, rose e tuberose. A Colonia, Jean-Antoine Farina lancia l'acqua di Colonia.


DAL 1900 AI GIORNI NOSTRI
1900, è la Belle Epoque, il profumo diventa un prodotto di lusso, ha ormai un nome e un flacone.
E' la Belle Epoque! L'Art Nouveau scatena l'entusiasmo. Per quanto riguarda il profumo, Coty, creatore d'avanguardia, unisce i suoi talenti con quelli di Lalique e fa del profumo un vero prodotto di lusso. Per quanto riguarda la moda: addio ai falsi sederi! Poiret reinventa la silhouette della donna.
Negli Stati Uniti comincia la marcia della bellezza con i primi istituti di cura del corpo e di cosmesi di Elisabeth Arden e di Helena Rubinstein che solo molto più tardi fabbricheranno profumi.



Storicamente è agli inizi del '900 che vengono per la prima volta utilizzati prodotti di sintesi: Flomary è il primo profumo che contiene "aldeidi", derivati degli idrocarburi che danno una sensazione di freschezza e consentono agli aromi di espandersi; ma la vera affermazione dei sintetici si deve a Ernest Beaux che crea negli Anni Venti per Coco Chanel il famosissimo N.5 nel quale vengono utilizzate le aldeidi in gran quantità. Componenti naturali e prodotti di sintesi vengono poi uniti a sostanze che hanno il compito di "ancorare" il profumo alla pelle, sono questi i fissatori, le cui caratteristiche sono quelle di essere poco volatili, incolori, solubili nell'alcol e negli oli essenziali; fra questi, pregiatissimi sono quelli di origine animale: ambra, muschio, zibetto e castoro i quali essendo di difficile reperimento sono oggi molto rari e costosissimi, tanto che prima o poi resteranno solo un ricordo.

LE QUALITA' DI UN PROFUMO

NOTE DI TESTA
Il profumo esplode con le note di testa che devono attirare l'attenzione. Emanano un profumo leggero ed effimero. Sono spesso note esperidee (limone, bergamotto, mandarino, arancio), o erbacee (salvia, rosmarino, lavanda). Si sviluppano e si arricchiscono gradualmente unendosi alle note di cuore che sono le note dominanti del profumo.


NOTE DI CUORE
Hanno più tenuta delle note di testa. La loro fragranza ha bisogno di tempo per svilupparsi. Le note di cuore danno carattere al profumo. Sono generalmente fiorite (rosa, garofano, gelsomino, ylang-ylang, tuberosa, mughetto) o speziate (chiodo di garofano, cannella, coriandolo, noce moscata).


NOTE DI FONDO
Le note di fondo intensificano il carattere del profumo e gli danno tenuta. Queste note hanno bisogno di più tempo per svilupparsi, ma durano più a lungo delle altre. Si sentono quasi impercettibilmente attraverso le note di testa, sostengono e prolungano le note di cuore. Controllano le diverse velocità di evaporazione delle note di testa e delle note di cuore. Sono spesso note balsamiche (opoponaco, benzoino, labdano, galbano, mirra) o boisée (legno di cedro, patchouli, vétiver, sandalo). La persona che respira un profumo deve essere in grado di indovinarlo fin dall'inizio e prevedere lo sviluppo futuro, deve "seguire la nota" senza preoccuparsi della sua fugacità e se non la riconosce più nel giro di qualche ora.


Galateo nell'indossare un profumo.

Bon ton: è facile assuefarsi agli odori e quindi non sentire più la fragranza del proprio profumo, il consiglio è quello di non esagerare: il profumo deve essere percepito non oltre il raggio del nostro braccio.
Ci sono poi occasioni e luoghi in cui non devono essere usati: ai funerali, negli ospedali, nelle mense, a contatto con i bambini e al ristorante dove le essenze possono impedire di apprezzare il gusto dei cibi.
Come scegliere il profumo adeguato?
Gli ingredienti di un profumo sono quelli che lo rendono differente dal resto dei profumi e che, a sua volta, lo rendono parte di una determinata famiglia olfattiva. Sono essenze individuali ma che hanno caratteristiche comuni.
Le famiglie olfattive sono: floreale, hesperide, fougere o felce, cipro, legno, ambra e cuoio.
Questa classificazione non è fissa poiché si amplia ogniqualvolta viene creato un nuovo profumo. Le caratteristiche assegnate ad
ogni famiglia di profumo permettono di includere una fragranza in una o in un'altra famiglia a seconda delle sue caratteristiche dominanti; all’interno di ogni famiglia si formano ulteriori gruppi a seconda delle
caratteristiche secondarie.

ELENCO DELLE FAMIGLIE OLFATTIVE

FIORITO
Lo dice il nome stesso: è l'accordo olfattivo tutto "tessuto" di fiori, fatto di note floreali: gelsomino, rosa, mughetto, tuberosa, iris, mimosa, violetta... Se la costante olfattiva floreale non accenna ad andarsene sino a quando l'ultima nota del profumo sarà evaporata, si usa allora l'espressione fiorito-fiorito. Quasi tutte le fragranze contengono sfumature floreali. Questa famiglia è composta da una grande varietà di creazioni che vanno dal lussuoso arrangiamento di bouquet di fiori alla composizione soliflora. I profumieri possono lasciare libero corso alla loro immaginazione per arricchirli di tocchi verdi, aldeidati, fruttati o anche speziati. Caratterizzata dal suo profumo naturale, la nota floreale è una delle più importanti composizioni in profumeria femminile.
FRESCO
Quella della "freschezza" è una sensazione soggettiva che può dipendere da impressioni olfattive diverse. Se in Europa è generalmente associata a limone, lavanda, alle note verdi e ai componenti fioriti leggeri, negli Stati Uniti anche profumazioni cipriate o dolci sono considerate a tutti gli effetti fresche.
FRUTTATO
Si dice di accordi in cui la percezione olfaattiva è intimamente legata all'odore di trutti freschi come la fragola, il lampone, la pesca, l'ananas, l'albicocca. Generalmente chi crea profumi utilizza la nota fruttata per conferire sfumature a un acerta composizione. Se le note fruttate hanno il sopravvento sulle altre, il profumo diventa "goloso", quasi "commestibile", e perde in sensualità . Trattandosi di note particolarmente persistenti, tendono a rimanere anche quando quelle fresche e fiorite sono evaporate.
LEGNOSO
Note legnose come quella del sandalo o del patchouli, fanno da filo conduttore a un numero infinito di profumi. Di solito impiegate nel fondo, a loro si deve quell'effetto avvolgente che ersiste sulla pelle anche dopo l'evaporazione delle note più volatili. Le note legnose sono diffuse al punto da essere sempre più spesso utilizzate in forma sintetica nelle nuove fragranze.
MUSCHIATO
Questo accordo ruota attorno a un componente vegetale assai diffuso in profumeria, specie nelle composizioni in cui predomina la nota cipriata. Tra le tante sfumature, le più utilizzate sono il muschio di quercia o quello d'albero, mentre altre hanno base legnosa, di cuoio o dal sentore marino. Sono proprio le note muschiate a dare alle fragranze sostanza e profondità . Il muschio vegetale non deve essere composto con il musk, sostanza di origine animale.
VERDE
Il termine fa riferimento solitamente ai sentori dell'erba, degli steli, delle foglie e di alcuni altri componenti vegetali. Le note verdi vengono utilizzate soprattutto per ottenere effetti speciali nelle note di testa delle composizioni. I profumi verdi femminili sono tendenzialmente freschi e leggeri, "erbosi", oppure balsamici e cipriati. I maschili sono, invece, più spesso cipriati.
SPEZIATO
Cosa si intende per spezie? E cosa per aromi? Presto detto: le prime sono sostanze naturali che vengono fatte seccare prima di essere usate, mentre gli aromi vengono impiegati solo ed esclusivamente freschi. Le note speziate corrispondono, in sostanza, agli olii essenziali di quasi tutte le specie conosciute, come la cannella, i chiodi di garofano, la maggiorana, il pepe, lo zenzero, il cardamomo. Sono invece aromi il finocchio, l'anice, l'estragone, l'origano, il lauro, il cumino, il basilico, la verbena ecc.
ALDEIDATO
Le aldeidi sono prodotti di sintesi che conferiscono "potenza" al profumo, dando luogo a una vera e propria amplificazione olfattiva. Capostipite fu Chanel n°5, primo profumo famoso creato "per errore" con un sovradosaggio di aldeidi alifatiche. Sono aldeidate le fragranze femminili tendenzialmente floreali o legnose-cipriate.
CIPRIATO
Nei profumi cipriati il contrasto tra la freschezza del bergamotto e la profondità del muschio di quercia trova mirabile sintesi. L'accordo si presta a infinite "divagazioni sul tema"; nelle fragranze femminili, per esempio, è spesso completato da sfumature aldeidico-muschiate oppure da tocchi di alga marina e di legni. Se la composizione è più complessa, all'accordo principale di bergamotto e muschio di quercia si aggiungono note floreali, speziate di cuoio e fragranze di tipo animale come l'ambra, la civetta, il musk. I cipriati "for man" sono invece caratterizzati dall presenza di essenze di conifere, oppure di cuoio e animali, talvolta con varianti fresche e speziato legnose.
AMBRATO
E' un accordo che spesso anima le fragranze orientali, connotate da note dolci, cipriate, di vaniglia e animali molto marcate. Sua fonte ispiratrice è la mitica ambra grigia, il cui odore è ricco di sfumature animali, legnose, balsamiche, simili al tabacco ed erogene.
ORIENTALE
E' l'accordo che accomuna i profumi di più mitica tradizione, provenienti soprattutto dall'Asia. Loro caratteristica è quella di essere profondi, avvolgenti, marcatamente dolci, persistenti e sensuali, indicati soprattutto per la sera o nella stagione invernale. La nota orientale è data da certi fiori, spezie, balsami, resine e prodotti animali.
FLORIENTALE
E' l'interpretazione recente e "light" delle fragranze orientali, spesso stemperate da note fiorite o speziate.
ESPERIDATO O AGRUMATO
E' un accordo fresco e leggero che tradizionalmente esprime lo spirito delle acque di colonia, anche se oggi caratterizza frequentemente i profumi maschili. Il termine esperidato, rubato alla lingua francese (hessperidé), si riferisce a essenze derivate da agrumi: bergamotto, mandarino, arancio amaro, limone, lime, cedro, ecc.
OZONICO-MARINO
L'accordo, costruito su accenti trasparenti come ozono e acqua, evoca due elementi intimamente legati al mondo naturale: aria e acqua.
FOUGÉRE
E' un nome di fantasia che abbraccia tutti i profumi maschili che hanno un accordo nato dall'abbinamento di lavanda e muschio di quercia. Le note calde dei fougére sono spesso legate a quelle legnose e ambrate che accentuano l'impronta morbida della fragranza.


Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli oboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l'espansione propria alle infinite
cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.
(Charles Baudelaire, Corrispondenze)

La fonte della bellezza è dentro ognuno di NOI

Creazione di DARIO&SIMONA


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FONTI:
www.osmoz.it
www.shopping-idea.it/profumi/Storia_del_profumo.htm
www.shopping-idea.it/profumi/famiglie_olfattive.htm
www.donnamoderna.com/bellezza/viso-...effetti-profumi
www.shopping-idea.it/profumi/scelta_del_profumo.htm





3 commenti:

  1. Che dire dopo aver fatto un meraviglioso viaggio nella storia del profumo?
    Grazie!
    Grazie per questa esperienza meravigliosa appena vissuta!

    RispondiElimina
  2. ... Ma grazie a te per questo bel pensiero che hai appena condiviso con noi!!!... Sogni pieni di essenze allora e buona notte!!!
    Baci
    Dario

    RispondiElimina

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