27 set 2012

EMULSIONE COSMETICA

TEORIA DELL'EMULSIONE COSMETICA, SCALA HLB, MODIFICATORI REOLOGICI E PERCENTUALI  DI UTILIZZO... PER UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA TECNICA...


Spesso presi dall'abitudine nelle cose che facciamo, ci sfuggono degli aspetti che possono esserci utili al fine di migliorare ciò che appunto “per abitudine” autoproduciamo. Ormai faccio le mie autoproduzioni da più di un anno, in questi ultimi mesi riflettevo sul fatto che spesso in questo mondo definito “dello spignatto”, (termine che non gradisco molto, poco musicale e armonico e non rappresenta per nulla la bellezza di questa passione di autoprodurre dei cosmetici per la cura della bellezza), si sente spesso dire: “faccio così perchè lo dice tizio/a”, “faccio così perchè è scritto in quel forum tal dei tali” oppure “ho preso spunto dalla ricetta fatta da tizio/a e ne ho cambiato qualche ingrediente (però magari senza chiedere a tizio/a il perchè ha formulato in quel modo, l'interazione degli ingredienti e perchè e con cosa sostituire), all'inizio ci sono caduto anch' io in questa trappola, e pensai che sarebbe stato meglio dire: “faccio così perchè ho studiato in maniera critica e ho raggiunto grazie  alla pratica sperimentativa e alla formulazione ex-novo, queste consapevolezze”... Mi sono preso di coraggio e  ho cominciato uno studio più approfondito e poi ho preso a formulare le ricette senza più basarmi su quelle di nessuno... Si inizia prendendo spunto dall'esperienza altrui e poi si sviluppa la propria!
C'è voluto un bel po' di tempo e di pratica per poter riassumere in un unico articolo i concetti che ho appreso nelle mie ricerche in testi accademici, articoli universitari, lezioni personali seguite in facoltà, manuali, scambi di opinione con chi pratica da più tempo ecc... devo dire che, almeno per me ne è valsa la fatica e prima di mettermi davanti ad un foglio bianco a formulare una crema tengo conto di tutto ciò e non agisco più “per abitudine” o “perchè in quel forum o blog si fa così”, anzi c'è molta più soddisfazione nel formularsi nero su bianco un cosmetico, ma è chiaro che ci vuole tempo, pratica, passione, studio. Scusate se l'articolo sarà prolisso ma per sviscerare queste tematiche non potevo non dilungarmi un minimo. Sono felice di condividere la mia esperienza con voi. Ovviamente aspetto anche le vostre integrazioni ed esperienze in merito.
Quelle che noi definiamo “emulsioni cosmetiche” sono un sott'insieme della famiglia delle Dispersioni che a loro volta sono incluse nel grande insieme detto: Miscele
Per miscela o miscuglio intendiamo un insieme di più sostanze le cui componenti possono essere liquide, gassose, solide, unite in proporzioni variabili.


Distinguiamo due tipi di miscele: omogenee ed eterogenee.

Le miscele eterogenee rientrano nel nostro campo di interesse, in esse sono contenute l'insieme di miscele dette “dispersioni” che includono al loro interno le Emulsioni. Una dispersione è un sistema costituito in genere da due fasi che non sono miscibili fra loro, la fase presente in maniera prevalente è definita “fase disperdente o esterna o continua” e l'altra è detta “fase dispersa o interna o discontinua”. Quando la fase disperdente è liquida e la fase dispersa è  liquida si ottengono delle emulsioni. 

Cosa è un' emulsione?

EMULSIONE: DUE FASI LIQUIDE IMMISCIBILI (ACQUA e GRASSI).

Una emulsione è una dispersione costituita da un sistema bifasico in cui sia la fase dispersa (ad es. la nostra FASE B) sia la fase disperdente ( ad es. la nostra FASE A) sono in forma liquida e non sono miscibili tra di loro


Possiamo classificare due categorie di emulsioni:

EMULSIONI OLIO IN ACQUA (O/A- OIL/WATER): FASE DISPERDENTE o ESTERNA o MEZZO DISPERDENTE=ACQUA e FASE DISPERSA O INTERNA =OLIO/GRASSI; (Es. Latte, Maionese)


EMULSIONI ACQUA IN OLIO (A/O- WATER/OIL): FASE DISPERDENTE O ESTERNA=OLI/GRASSI e FASE DISPERSA O ESTERNA=ACQUA; (Es. Burro, Margarina)


Da queste due possibili categorie di emulsioni noi possiamo ottenere una varietà di prodotti che possono essere creme da vasetto, latti  e fluidi idratanti  ecc...


Emulsione vista al microscopio

Quando andiamo a fornire energia meccanica al sistema costituito da due fasi (frulliamo con minipimer o fruste elettriche), questa energia disperde le due fasi l'una nell'altra formando goccioline molto piccole ma in assenza di altri agenti stabilizzanti (emulsionanti, modificatori reologici, viscosizzanti), quando cesseremo di fornire energia le due FASI torneranno a separarsi ricostituendo il sistema bifasico.  Le emulsioni O/A sono la forma più nota, in quanto consentono un veloce effetto idratante e poco untuoso e quindi di facile stendibilità. In una crema con emulsione O/A con % di grassi media possiamo trovare: 20% di grassi, 5% di sistema emulsionante e 75% di acqua. 
Le emulsioni A/O invece garantiscono una maggiore emollienza, ed un effetto barriera che impedisce l'evaporazione dell'acqua da strati profondi della pelle, fanno parte di questa categoria le pomate e gli unguenti. In creme con emulsione A/O in media troviamo 30-40% di fase grassa, 5-10% di sistema emulsionante e 50-65% di acqua.


EMULSIONANTE o SURFATTANTE


L'aggiunta di un Emulsionante denominato anche Surfattante, ci aiuterà a garantire, insieme all'azione dei modificatori reologici, di cui parleremo in seguito, la stabilizzazione del sistema ed a disperdere i due liquidi immiscibili. L'energia meccanica aumenterà la superficie di contatto tra i due liquidi e l'emulsionante si disporrà alle interfacce tra i due, diminuirà la tensione interfacciale ed avendo affinità per entrambe le fasi darà stabilità al sistema. La tensione interfacciale è la forza con cui un liquido si oppone ad un aumento della sua area superficiale tendendo a minimizzare l'area di contatto con la fase a lui immiscibile. Il valore di questa energia superficiale diminuisce all'aumentare della temperatura, infatti le emulsioni si ottengono per agitazione rapida ad una temperatura tra i 60°-70°, (spesso vi ho scritto che metto il contenitore con le due fasi unite dentro il pentolino con l'acqua intiepidita dal bagnomaria fatto precedentemente, ovviamente a fuoco spento ormai, e poi frullo con minipimer giusto il tempo di ottenere l'emulsione e poi tolgo dal bagnomaria e lascio raffreddare, in quanto ulteriori aumenti di temperatura possono destabilizzare l'emulsione). Quindi aumentando l'energia cinetica delle molecole ed incrementando la temperatura si tende a vincere la forza attrattiva tra le molecole e con l'emulsionante posto all'interfaccia otterremo una stabile emulsione.

Ma come fa l'emulsionante a fare tutto ciò?

Grazie alla particolare composizione delle sue molecole, dette “anfifiliche” o “anfipatiche” con proprietà di idro e lipo-solubilità, che si dispongono velocemente all'interfaccia delle due fasi.





La porzione idrofila della molecola ama l'acqua, la porzione lipofila odia l'acqua, ma grazie a questa composizione l'emulsionate riesce a fare da collante tra le fasi in quanto inserisce la sua coda lipofila nella fase oleosa e la sua testa idrofila nella fase acquosa, diminuisce quindi la tensione interfacciale tra le due fasi immiscibili ed aumenta la viscosità della fase esterna, inoltre crea un film protettivo all'interfaccia acqua-olio che tende piegarsi ed a chiudersi intorno alla fase in cui esso è meno solubile e quindi dove la tensione interfacciale è maggiore. (ved. Regola di Bancroft in seguito).





Come andiamo a determinare il tipo di emulsione e di emulsionante da usare?


Attraverso la regola di Bancroft: “la fase in cui l'agente emulsionante è maggiormente solubile và a formare la fase esterna o disperdente dell'emulsione”. Pertanto se il surfattante è più solubile in acqua otterremo un'emulsione O/A, invece se è lipofilo avremo emulsione A/O (nella mia esperienza mi sono sempre trovato bene combiando insieme emulsionanti che avessere entrambe le caratteristiche per creare un'emulsione equilibrata ed aiutare entrambe le parti delle due fasi ad essere stabili).

Questo concetto fu sviluppato nel 1947 da Griffin il quale introdusse il sistema HLB (Hydrophylic-Lipophylic-Balance, Bilanciamento Idrofilo-Lipofilo). Il sistema HLB è il rapporto tra gruppi idrofili e gruppi lipofili, esso può tendere verso il lipofilo o l'idrofilo ed il valore è quantificato in una scala da 1 a 20 che con i suoi valori ci dà la capacità di emulsionare di un dato agente emulsionante. 







HLB<10 emulsione A/O (emulsionante lipofilo, liposolubile, disperde l'acqua in olio)
HLB>10 emulsione O/A (emulsionante idrofilo, idrosolubile, solubilizza oli in acqua)

Per ulteriori dettagli possiamo dire che:

HLB da 3 a 6= emulsionanti lipofili (emulsioni A/O)
HLB da 8 a 18= emulsionanti  idrofili (emulsioni O/A)

Vediamo gli HLB dei surfattanti che usiamo più spesso nelle nostre emulsioni autoprodotte:

GLYCERYL STEARATE HLB 3.8 (lipofilo)
GLYCERYL STEARATO CITRATO HLB 12 (idrofilo)
LAMECREME: il suo inci è formato da Glyceryl Stearate e Glyceryl stearato citrato, quindi formato da un emulsionante di ognuna delle categorie.
METIL GLUCOSIO SESQUISTEARATO HLB 6.6 (mediamente lipofilo)
LECITINA HLB 4 (mediamente lipofilo)
CETYL PALMITATE HLB 9 (mediamente idrofilo)
ALCOOL CETILICO (CETYL ALCOHOL) HLB 5 (mediamente lipofilo)
ACIDO STEARICO (STEARIC ACID) HLB 5.5 


Sceglieremo quindi a senconda dell'emulsione che vogliamo fare il tipo di surfattante più adatto alle nostre esigenze. In genere è consigliato scegliere o due emulsionanti, uno con affinità idrofila e uno lipofila, oppure usare un emulsionante ad esempio come il Lamecreme che li contiene entrambi e può essere usato singolarmente senza la necessità di altri co-emulsionanti. Poi se vogliamo una crema più corposa possiamo sempre aggiungere dei co-emulsionanti nella quantità di 1-2% insieme all'emulsionante principale. 

Noi abbiamo usato le seguenti  combinazioni:

Metil Glucosio Sesquistearato 3%  e Alcol Cetilico 1,5% ed abbiamo ottenuto emulsioni più fluide, tipo latte idratante. Molti in associazione a questi due usano anche il Cetyl Palmitate per dare più corposità o la cera d'api.


emulsione fluida
Il Lamecreme al 5% dà creme di buona consistenza, classiche da vasetto, solitamente usato come unico emulsionante, quando volevo emulsioni  più corpose ho aggiunto cera d'api all'1%. La cera d'api non la uso oltre il 2% nelle emulsioni O/A.


emulsione con Lamecreme
Alcol Cetilico ed Acido Stearico sono ottimi in sinergia per creare dei burri partendo da un olio vegetale come base.

Esistono vari modi di combinare gli emulsionanti, voi magari avete fatto altri tentativi e se ben riusciti condivideteli pure con noi. Si consiglia comunque un totale non inferiore al 5% di sistema emulsionante nelle emulsioni O/A.


Emulsione con Lamecreme + cera d'api

Facciamo adesso il punto sulle % di utilizzo delle varie materie prime in base alla tipologia di emulsione. Sono dati indicativi generali ed ognuno in base alle proprie esigenze ed a ciò che si aspetta di ottenere sceglierà la % che più si addice.

PER EMULSIONI O/A:

Emulsionanti 5-7,5% (HLB 8-15)
Fattori di consistenza 1-5%
Fase oleosa: creme medie corpo 20%, creme medie viso 9-10%
Umettanti (reg. l'evaporazione) 3-5%
Principi attivi liposolubili 1-5%
Principi attivi idrosolubili 1-5%
fragranze, profumo 0,01-0,5%
Modificatore reologico idrofilo 0,1-1%
Acqua qb a 100 (generalmente si ottine dal 60-75% in base alla % della fase grassa)
Conservante (dosaggio indicato in base al tipo)

PER EMULSIONI A/O:

Emulsionanti 3-10%  (HLB 3-6)
Cere 1-10%
Fase oleosa 5-40%
Principi attivi liposolubili 1-5%
Principi attivi idrosolubili 1-5%
profumo, fragranza 0,01-0,5%
Umettanti (reg. l'evaporazione) 3-10%
Acqua qb (generalmente dal calcolo finale si ottiene 50-65%)
Conservante (dosaggio indicato in base al tipo)

Famosa emulsione A/O è la “Ceratum Galeni” (cera d'api, olio vegetale ed acqua di rose) ed anche il “Linimento oleo calcareo” (olio di oliva ed acqua di calce). L'introduzione della lanolina e dei suoi alcoli ha poi caratterizzato le prime moderne formulazioni A/O. 
Concludo adesso parlando di un' altra importante classe di agenti di stabilità che ci viene in aiuto per ottenere delle belle emulsioni, sto parlando dei Modificatori reologici.


MODIFICATORI REOLOGICI



Per dare maggiore stabilità alle emulsioni si utilizzano anche i cosiddetti viscosizzanti o modificatori reologici. La reologia è una branca della fisica che studia la capacità di scorrimento delle sostanze, ed in ambito cosmetico studia ad esempio come si comporta un gel o una crema al momento dell'applicazione. Alcune sostanze, dette additivi reologici, sono in grado di trasformare un olio o l'acqua in una sostanza gelatinosa, modificandone il comportamento reologico e facilitandone l'applicazione. Queste sostanze  hanno la capacità di trasformare un liquido in un gel o in una sostanza semisolida, ovvero hanno in comune la capacità di aumentare la viscosità delle emulsioni. La viscosità è una grandezza fisica che misura la difficoltà di un fluido allo scorrimento. Oltre a trasformare l'acqua in un gel, i modificatori reologici possono modificare sia la fase acquosa che la fase oleosa all'interno di un'emulsione. In un'emulsione A/O si può rendere la fase olio più solida, oppure si può rendere meno acquosa la fase continua in un'emulsione O/A. Nella maggior parte dei casi, i modificatori reologici servono per gelificare le soluzioni. Gli additivi reologici idrofili, a contatto con l'acqua, tendono a rigonfiarsi, grazie alla notevole affinità che c'è tra i loro gruppi idrofili e l'acqua. In base alla quantità di modificatore reologico aggiunto al liquido, il prodotto finale risulterà più o meno consistente. Gli additivi reologici naturali sono: alginati, carragenine (vedi articolo LA RICCHEZZA DELLE ALGHE), gomma xantana, gomma arabica, agar agar, farina di semi di carrube, idrossietilcellulosa, argille, ecc... Per info su dove acquistare le materie prime puoi vedere l'articolo MATERIE PRIME PARTE 1 e 2.


Gel con alginato di sodio

Gel con gomma xantana

Gel con farina di semi di carrube



Spero che questo articolo sia stato di vostro gradimento e vi sia utile questa ricerca come lo è stata per me, per una maggiore consapevolezza nella pratica della nostra passione ed arte casalinga per la cura di noi e di chi amiamo. Grazie per avermi letto con pazienza fino alla fine e mi scuso ancora per la prolissità ma una simile tematica la richiedeva.


Creazione
DARIO&SIMONA


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33 commenti:

  1. L'articolo più esaustivo che abbia mai trovato sugli emulsionanti.
    POsso chiedevi se è frutto di una laurea in materia o di uno studio personale? in ogni caso avete libri da suggerire per approfondire tutto il tema dalle emulsioni ai detergenti (quindi teoria dei tensioattivi)?

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    1. Ciao Manuki!!!
      Ti ringrazio per quello che hai detto, posso dirti che oltre alla passione personale e quindi un continuo approfondimento diciamo per passione, io seguo il corso di Biologia all'università di Palermo quindi le due cose in qualche modo si incontrano, e spesso mi ritrovo a rispolverare appunti o testi che ho in dispensa, Simona studia Medicina invece. Stiamo preparando una pagina dove elencare tutti i testi in nostro possesso e che ci hanno guidati alla scoperta di tante cose, ma ci ha aiutato tanto anche l'esperienza diretta e soprattutto gli errori commessi.
      Un caro saluto
      Dario

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  2. Bello bello bello
    Non ho parole! Un articolo più che interessante!
    Bravo Dario!

    Un abbraccio
    Lalla

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    1. Mi riempiono di gioia i vostri commenti, ci pensavo e ricercavo da tempo su questo argomento e vedere il vostro entusiasmo mi appaga di tutta la fatica!!!
      Grazie
      Baci baci
      Dario

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  3. in prima parte dove si parla di fare esperienza propria e gli altri ci devono solo inspirare,sono daccordo, perche e quello che ho fatto negli ultimi due anni.nella teoria scrita dopo ho trovato le cose che non sapevo.grazie :-) ci sono certe persone che seguivo ed ora ho cancelato le iscrizioni.seguo soltanto freya kosmetik, dott.ssa serena missori e sciannera.al blog mi arrivano le norifiche dei altri due perche non so come rimuoverli ma non lego neanche.do un occhiatina al blog "la cosmeto maison de djoule" e poi basta. quando le informazzioni sono troppe si tende a cadere nella confusione...ma devo dire che qualcuno me ha suffato per troppa esibizione e narciaismo. quando ho capito che mi fa solo perdere il tempo, ho smeso di seguire. sulla rette ci sono pocchi che sono verramente bravi. ciao. continuate cosi ;-)
    p.s. e tanto curioso anche il nome del vostro blog.bello!

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    1. Carissima Silva, siamo felici che ci segui e ci leggi e soprattutto siamo felici quando interagite con noi!!!
      Noi amiamo condividere, per come possiamo tutti quei traguardi che raggiungiamo nella nostra esperienza in questa arte, quando scriviamo un articolo lo facciamo con grande voglia di condivisione con tutti voi. Se vuoi notizie sul perchè è stato scelto questo nome per il blog trovi tutto nella sezione "PRESENTAZIONE DEL BLOG".
      Grazie per aver condiviso con noi il tuo pensiero.
      Baci
      Dario

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  4. Darietto mi hai fatto fare un tuffo nei miei ricordi accademici quando creavo parallelismi tra biochimica e le ordinarie attività fisiologiche del nostro organismo...
    Con questo articolo, oltre allo studio interessantissimo dei chimismi nelle emulsioni, ci hai regalato gli strumenti per iniziare a pensare con la nostra testa!

    30/30 e lode e.... tantissimi baci!!!
    Margy

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    1. Attendo trepidante l'evoluzione del pensiero, quindi datemi le vostre news e fatemi partecipe delle vostre sperimentazioni nelle emulsioni!!!
      Baciii
      Dario

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  5. "rem tene verba sequentur" dicevano i Latini. E qui cari amici avete dimostrato non solo di conoscere perfettamente la materia, ma anche di saperla esporre in modo chiaro preciso ed esauriente. Finalmente una pagina tecnicamente affidabile (le fonti delleminformazioni sono attendibili e verificabili, oltretutto!)tutta da studiare, sulla quale ragionare serenamente per poter muovere autonomi e consapevoli passi vero l'autoproduzione cosmetica di buon livello. Come sempre, ricevete i miei meritatissimi complimenti. :))

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    1. Non finisce mica qui!!! ;-) questo è solo un articolo inaugurale...
      Grazie carissima del tuo intervento!!! Ho davvero tanta voglio di sentire presto le vostre sperimentazioni ed esperienze in merito!!!
      Baci
      Dario

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  6. Solo un appunto.. credo che tu debba rivedere l'uso del termine "surfattante" riferito agli emulsionanti. Da FAT, grasso in inglese, il termine è traducibile con "surgrassante", e si tratta di materia grassa o cerosa che si usa per, ad esempio, diminuire l'aggressività di un detergente. E' vero che alcuni emulsionanti possono svolgere anche questa funzione, non è vero che i due termini si possano usare indifferentemente.

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    1. Surfattante è il termine italianizzato di SURFace ACTive AgeNT (surfactant). E' vero che ci sono dei surfattanti che diminuiscono l'aggressività di altri tensioattivi o detergenti, ma questo articolo non è dedicato ai tensioattivi (anch'essi rientranti nell'insieme degli emulsionanti). Il surfattante diminuisce la tensione superficiale ed interfacciale tra le fasi, stesse proprietà degli emulsionanti cosmetici descritti qui. Il termine tensioattivo nel mondo delle autoproduzioni (e non solo) è più legato alla parte della detergenza, ma per non generare confusione questo articolo esula da questa tematica. Il surfattante è composto da molecole anfifile con regioni idrosolubili e regione liposolubili, idem gli emulsionanti, idem i tensioattivi, quindi anche i tensioattivi(netta idrofilia per emulsionare lo sporco) sono definiti spesso pure surfattanti, nelle mie ricerche ho sempre trovato un uso indifferente del termine.
      Grazie del commento

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  7. Tutto molto chiaro, mai trovato una informazione così dettagliata e comprensibile. Veramente solo chi ne sa queste cose, unite alla esperienza pratica, può darci queste "perle". Spero di farmi la collana, però. Complimenti per compartir il vostro sapere.Con tanto da imparare non trovo il tempo di eseguire!!

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    1. Ciao Monilori, teoria e pratica sono fondamentali, anzi ti dirò che spesso proprio dai "pastrocchi" fatti in pratica si risale a meravigliose teorie eheheh la prima fase è sempre quella del cambio improvviso e miracoloso di lingua parlata quando l'emulsione non riesce, poi la seconda fase è quella del silenzio e dello sguardo ormai rassegnato sulle nostre "pseudo ricotte emulsionate" eheheh e poi la terza fase è quella in cui ti siedi e cerchi di capire dove hai sbagliato, è così che è nato questo articolo se proprio devo andare a scavare sulle cause insieme a quelle che ho spiegato all'inizio dell'articolo eheheh =P
      Grazie per aver letto e commentato
      Baci
      Dario

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  8. Si che lo visto come vedete ma ero troppo intenta nell'altro lavoro e vi ho un pò saltati....ragazzi tutti sti termini tecnici ecc sono affascinanti ma io mi ci perdo quindi...ma ce la farò per quando avrò... 90 anni.... forse non è mai troppo tardi.
    Ho inserito il link a quest'ultima fatica...
    Ciaoooo buona fine settimana.

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    Risposte
    1. Carissima il tempo di farci l'abitudine e questi termini saranno pane quotidiano eheheh Hai una bella mente attiva non dubitare!!!
      Grazie il tuo interesse ci riempie sempre di gioia!!!
      Bacioni
      Dario&Simona

      Elimina
  9. Si interessante, ma a me non dice niente di nuovo a dir la verità e credo che chiunque si diletti per passione in spignatti creativi queste cose le abbia già apprese e facciano ormai parte del bagaglio di conoscenze a disposizione.
    Se poi decidesse di leggere qualche persona con un'istruzione insufficiente per poter comprendere certa terminologia, beh...potevate pensare anche a questa eventualità e cercare di scrivere in modo comprensibile a chi non frequenta facoltà universitarie ma magari si è fermato alla licenza media.

    Lullaby Stratts

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    Risposte
    1. Cara Lullaby Stratts, il nostro blog non è solo dedicato a chi si occupa di autoproduzioni da tempo ma anche per chi si trova all'inizio di questa passione e cerca informazioni al riguardo. Noi non diamo nulla per scontato e pensiamo che valga sempre la pena rivedere o approfondire determinate tematiche che possono risultare magari banali ma non lo sono. Altra cosa importante: noi non sottovalutiamo l'intelligenza dei nostri lettori, dove sta scritto che chi si è fermato alla terza media non sia in grado di comprendere la terminologia dell'articolo? L'articolo è anche corredato di immagini ed esempi esplicativi accessibili a tutti. Voglio anche ricordare che di emulsione se ne comincia a parlare anche in scienze alle scuole elementari facendo fare ai bambini esperienze dirette per distinguere liquidi miscibili e non e come si possono unire, inoltre la stessa cosa si fa anche alle scuole medie ed anche chi si diletta in cucina ha una conoscenza intuitiva dell'argomento. Qualora tu abbia un blog o forum e voglia scrivere un articolo su questo argomento con un linguaggio meno criptico del nostro, lasciaci il link e saremo ben lieti di leggerlo!!!
      Saluti e grazie per aver commentato
      DARIO

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  10. Ciao, no io non ho un blog, mi occupo di queste cose per interesse e soddisfazione personale e per poter scegliere gli ingredienti adatti alla mia persona, le critiche che vi avevo rivolto erano per sottolineare la difficoltà di comprensione di certa terminologia a gente che non è troppo competente.
    Mi sono permessa di fare questa affermazione poichè per lavoro ogni giorno (formazione agli adulti) mi trovo di fronte persone che magari hanno anche un diploma ecc. ma che hanno difficoltà nella comprensione di un semplice testo scritto, quindi immagino quanta confusione possa creare il vostro post!
    Bye bye

    Lullaby S.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lullaby, qualora qualcosa non dovesse risultare chiara i nostri lettori sanno che esiste questo spazio per i commenti anche per chiedere delucidazioni in merito, e possono anche rintracciarci su facebook e noi siamo sempre a disposizione. Torno a ripetere che la fiducia nell'intelligenza dei nostri lettori è stata sempre ben riposta, tutti possiamo incorrere nella triste esperienza magari di non afferrare subito dei concetti nella loro pienezza ma poi guardandoli con il tempo da angolazioni diverse possiamo avere una visione completa del tutto .

      DARIO

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  11. Speriamo...io non riesco proprio ad essere così ottimista...anche perchè è ben difficile trovare persone che non si vergognano di chiedere e di svelare così la loro difficoltà, e devo dire che specialmente nel settore dello spignatto sembra che tutti siano maestri, anche i principianti!
    Lullaby S.

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    Risposte
    1. Dipende da che tipo di risposta si ottiene e dal tono di colui o colei che risponde, le domande sono sempre lecite sono le risposte spesso ad essere stupide o sotto la logica del terrore verso l'interlocutore... e di queste cose il web ne è zeppo. Chiedere quando si ha un dubbio, è sempre segno di grande intelligenza, molto meglio di copiare in giro senza capire il senso di ciò che si pratica! E' così che si acquisisce quella sicurezza che poi con il tempo ti porto a saper formulare le cose autonomamente.

      Buona giornata
      DARIO

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  12. Ho finalmente CAPITO che sono gli emulsionanti e a cosa servano! anch'io penso che bisogna studiare invece di copiare meramente, grazie mille davvero! metto il blog tra i preferiti ^^

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    1. Carissima Eva, grazie per questo tuo commento, approfondire e studiare vale per tutti ed ogni passione richiede un continuo sforzo di ricerca per migliorare la propria arte. Grazie anche per averci aggiunti ai tuoi preferiti, quando vuoi siamo a disposizione per qualsiasi dubbio o confronto, se vuoi tenerti aggiornata sugli articoli nuovi ti consigliamo di iscriverti come lettore fisso al nostro blog e inserisci la tua mail in alto a destra nel riquadro sotto la scritta "SEGUI DARIO E SIMONA VIA MAIL"...

      Un caro saluto
      DARIO&SIMONA

      Elimina
  13. Ciao, mi piace molto questo post, io non uso altro emulsionante che la cera d'api e la lecitina, ma per chi vuole risultati più performanti sicuramente è una utilissima guida! Vi seguirò volentieri con l'utenza del mio blog (Gli Alchimisti).
    vi faccio i complimenti per la passione e per la bravura nel trasmetterla!
    Ps. Solo un appunto, ma davvero un'inezia, pomate e unguenti non sono emulsioni...come esempio di a/o mettete la cold cream! Un abbraccio, claudia-glialchimisti

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    1. Ciao Claudia e grazie per il tuo commento!!!
      Alla fine dell'articolo abbiamo riportato la Ceratum Galeni come esempio di emulsione A/O.

      Un caro saluto
      DARIO&SIMONA

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  14. Bello questo articolo!!!! Bravi! <3

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    1. Grazie carissima!!!

      Un abbraccio
      DARIO&SIMONA

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  15. ciaoooo...
    interessante il tuo articolo e forse ho capito anche perchè ieri sera la mia crema corpo non ha raggiunto una consistenza molto corposa, io ho usato alcol cetilico 2% e metilglucosio sequiterato 3%, forse avrei dovuto usare Lamecreme se avessi voluto ottenere un risultato più denso?? giusto??!! da premettere che non spignatto da molto. Cmq l’emulsione è avvenuta ma aveva un aspetto di crema fluida. una cosa che poi ho notato è che nonostante abbia messo nello stesso momento a riscaldare a bagnomaria fase A e fase B, al momento dell’emulsione la fase A sembrava più fredda, infatti la fase B tendeva a solidificarsi. Ho provato allora a rimettere il composto a scaldare nuovamente a bagnomaria che si è sciolto e poi ho frullato e frullato.
    mi piacerebbe che qualcuno più esperto mi desse una dritta. Ciaoo

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  16. Ps. o forse avrei potuto utilizzare in aggiunta la cera d'api, giusto?
    cmq grazie perchè confrontarsi è assolutamente costruttivo.
    Ciaoo

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    1. Ciao Armida, intanto grazie per averci scritto.
      In genere le creme fatte con il Lamecreme vengono più corpose rispetto a quando si usa il MGS ed il Cetilico, che puoi usare anche all'1,5% invece che al 2.
      La cera d'api se la usi abbassa un pò la dose di emulsionante, tipo Lamecreme 4 e cera 1. L'uso della cera soprattutto in inverno è a discrezione di ciascuno perchè a molti può non piacere l'effetto, poi dipende dall'obiettivo della preparazione. La consistenza di una preparazione non è data solo dagli emulsionanti ma anche dai burri vegetali usati, dalla consistenza della fase gelificata ecc...
      Per quanto riguarda le due fasi, ebbene sì devono essere entrambe ben intiepidite altrimenti succede quello che hai notato tu, soprattutto quando c'è la cera d'api. Anche quando avrai emulsionato, nell'attesa che si raffreddi la crema continua a frullare di tanto in tanto e mescola spesso con una spatolina.

      Un caro saluto
      DARIO&SIMONA

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  17. ciao cari Dario e Simona grazie davvero per il vostro lavoro!
    ho stampato alcune vostre pagine per mettermi a studiare... vi siete guadagnati la mia fiducia nella cosmetica ed inoltre avete la particolarità di essere chiari... questo per i complimenti dovuti, senza sviolinate...ho usato finora solo la lecitina e la cera d'api vergine come emulsionanti, ma ancora sto imparando e sperimentando i loro dosaggi.
    un saluto aperosa

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    Risposte
    1. Grazie a te Aperosa per averci scritto...anche noi amiamo questi due emulsionanti e vedrai che presto troverai delle ricette con questi due ingredienti fantastici!!!
      a presto
      Dario&Simona

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